Se c’è una cosa che dico sempre ai miei studenti, che frequentano i laboratori di vanEducation sul metodo di studio, è che non si può pretendere di cambiare dall’oggi al domani, impegnandomi solo il lunedì per 4 h filate, studiando, facendo i compiti, portando a termine tutto ciò che mi è stato assegnato e poi continuare con la vita di sempre, sperando che quell’unico sforzo, costato anche caro, oserei dire, possa dare i risultati sperati!
.
Il segreto sta nella costanza che poi diventa abitudine, che poi diventa praticamente azione automatica. Se io mi impegno, per esempio, a fare una scaletta o una lista, to-do-list, prima di iniziare a fare i compiti, inizialmente potrebbe costarmi fatica o addirittura farmi pensare di perdere tempo. Magari non so bene da dove incominciare, non so bene cosa scrivere nella lista e quindi, dopo il primo tentativo, abbandono miseramente l’idea di potermi organizzare, anche se me lo ha suggerito una professionista, continuando con i vecchi schemi di dis-organizzazione e la frase tipica “ho sempre fatto così”. Sì ma con che risultati? Queste cattive abitudini alla fine portano all’accumulo delle cose da fare e alla procrastinazione continua di ciò che meno ci piace.
.
Se io, dopo il primo fallimento, magari anche il secondo e il terzo, non mollo la presa e continuo ad aggiustare la mia lista, a modificarla, a scrivere ciò che mi passa per la testa per poi riorganizzare le idee e giorno, dopo giorno, capisco che questa lista è un valido supporto per monitorare il mio andamento, per aiutarmi a rispettare gli impegni, per allenarmi a stare nei tempi prestabiliti, posso raggiungere dei risultati soddisfacenti.
.
A quel punto, quando “scrivere la lista” è diventata un’abitudine, automaticamente, ogni volta, prima di iniziare a studiare, investirò due o tre minuti del mio tempo per farmi un’idea di quel che mi aspetta nel pomeriggio. Il diario dovrebbe già svolgere questo ruolo: darmi una visione d’insieme rispetto a quello che devo fare. Tuttavia, scrivere “studiare da pagina 70 a 75”, non mi offre davvero la possibilità di capire quanto tempo impiegherò, se è un lavoro difficile e se magari lo devo mettere come prima cosa da fare. Invece creare una tabella di marcia dettagliata con tutto ciò che voglio monitorare (difficoltà - tempo previsto- tempo impiegato - con chi voglio svolgere il compito), mi aiuterà ad organizzarmi sempre di più.
.
“Siamo le abitudini che siamo” ci invita ad implementare buone abitudini che ci aiutano a stare meglio. Questo non vuol dire che tutti gli studenti o i bambini devono necessariamente fare la stessa tabella di marcia stereotipata, uguale per tutti ma ciò che dico sempre a tutti loro è di creare abitudini. Come? iniziando step by step e non con le famose 4h di fila di studio del lunedì, sperimentando gli strumenti più adatti ad ognuno di loro e aumentando gradualmente, giorno, dopo giorno, fino a quando svolgeranno quell’azione praticamente in automatico ma con la consapevolezza che quell’azione, nel quadro generale, fa la differenza.
.
Vorrei lasciarti con una storia. Quella di Chiara e l’organizzazione. Sono sicura che implementando queste abitudini, anche i vostri figli studenti, dalla primaria alla secondaria fino all’università, potranno raggiungere ottimi risultati.
Inoltre, nel MODULO 2 del mio corso STUDENTE STARTER dedico ben 3 video lezioni con fogli di esercizi in PDF per imparare ad organizzarti con i migliori strumenti che tu possa mettere in atto. In più, ti offro un intero WORKSHOP sull’organizzazione della scrivania, della postazione di lavoro e della disposizione del materiale.
Spero tanto che questo video-articolo ti sia stato d’ispirazione. TI aspetto nei commenti e sulle pagine social.
Vanessa